domenica 3 febbraio 2019

L’ARRESTO DI 6IX9INE: IL RAPPER SI DICHIARA COLPEVOLE E COLLABORA CON I FEDERALI

Nel Novembre del 2018, Tekashi 69 è stato arrestato per una serie di indagini fatte negli ultimi 5 anni su di lui e sulla sua gang Nine Trey Bloods. La notizia è arrivata subito dopo l’annuncio del suo nuovo album intitolato “Dummy Boy”. Al rapper non era stata concessa la possibilità di uscire su cauzione e ora rischia ben 47 anni di carcere (avendo lui 22 anni, uscirebbe dal carcere quando ne farà 69).


6ix9ine, che inizialmente si era dichiarato non colpevole, dato che secondo il suo avvocato la sua immagine da gangster era solo parte della sua immagine artistica, nei giorni scorsi ha cambiato totalmente la sua versione dei fatti.
Secondo TMZ, il rapper era stato arrestato inizialmente per aver violato la libertà vigilata e da lì in poi era stato accusato di numerosi reati tra cui: racket, possesso illegale di arma da fuoco, traffico di narcotici, cospirazione, rapina a mano armata e di essere il mandante del tentato omicidio di Chief Keef, pagando 30.000 $ a Kooda B. Tekashi poi ha parlato con gli investigatori, si è dichiarato colpevole e sta confessando.
Il rapper però vuole assicurarsi che la sua famiglia sia al sicuro, soprattutto ora che sta collaborando con i federali. Dal suo arresto infatti, 69 ha speso migliaia di dollari per la sicurezza personale di sua madre ed è preoccupato che qualcuno si possa vendicare. Dalle sue confessioni, 3 membri della sua crew, Kintea McKenzie (Kooda B), Anthony Ellison, Denard Butler, sono stati accusati dei suoi stessi crimini ed arrestati. Tekashi sta anche pagando di tasca sua, la sicurezza 24 ore su 24 per Sara Molina, la mamma di sua figlia di 3 anni.
Il suo processo è fissato per il 24 Gennaio del 2020.
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