giovedì 30 aprile 2015

SURFABLOG.COM X REDBULL.COM: TIDAL UN FLOP? JAY Z RISPONDE ALLE CRITICHE

Non sono solito parlare più volte, a distanza di così pochi giorni, di un artista. Stavolta però devo fare un’eccezione, visto l’evolversi della faccenda.


La settimana scorsa ho postato un articolo riguardante Jay Z. Il rapper aveva annunciato un disco in collaborazione con sua moglie Beyoncé che sarà in vendita in esclusiva su Tidal: il nuovo servizio di streaming musicale di sua proprietà.
Per i pochi che ancora non lo sapessero, Tidal è la piattaforma musicale lanciata un mese fa ed acquistata da Jigga per la bellezza di 56,2 milioni di $. Con questa mossa il rapper ha cercato di ostacolare Spotify, Pandora e Beats Music, promuovendo un servizio basato sulle esclusive e sulla qualità dell’audio. Per il lancio di Tidal hanno presenziato alcuni personaggi illustri della musica come: Jay stesso, Beyoncé, Kanye West, Nicki Minaj, Alicia Keys, Arcade Fire, Daft Punk, Chris Martin, Calvin Harris, Madonna, Rihanna, Usher e molti altri.
Nonostante tutto questo hype, il servizio non è mai decollato, anzi. Attualmente Tidal è uscito dalla top 700 delle app più scaricate, Kanye West ha eliminato tutti i suoi post di promozione al servizio musicale, e Andy Chen, il CEO della piattaforma, ha mollato l’incarico il 19 Aprile scorso, ovvero pochi giorni dopo il lancio dell’operazione.
Il vero problema di Tidal è da riscontrarsi nella scelta errata di pensare che la gente preferisse pagare per un servizio ritenuto di maggior qualità e con più esclusive, rispetto alle attuali alternative utilizzabili in maniera totalmente gratuita.
Infatti, a differenza di Spotify, Tidal non prevede alcuna versione free, e per accedere allo streaming ci si deve per forza abbonare con due possibilità: quella basic a 9,90 $ al mese e quella premium a 19,90 $ al mese.
Dopo un lungo silenzio Jay Z, stanco di essere aspramente criticato, ha deciso di rispondere a tutti tramite il suo account di Twitter, postando ben quindici tweet senza mezzi termini. Eccovi la traduzione:
Tidal sta andando bene. Abbiamo avuto oltre 770.000 iscrizioni e siamo nel business da meno di un mese. L’iTunes Store non è stato costruito in un solo giorno. Spotify infatti ha impiegato 9 anni per avere successo. Abbiamo una prospettiva a lungo raggio, e per favore dateci la possibilità di crescere e migliorarci. Ci sono numerose grandi aziende che stanno spendendo milioni per realizzare campagne diffamatorie contro di noi. Noi non siamo contro nessuno, anzi, siamo a favore degli artisti e della musica. Abbiamo creato Tidal per i fan. Siamo più di una semplice piattaforma musicale. Noi abbiamo video, concerti in esclusiva, biglietti in vendita per gli eventi musicali e sportivi. Tidal è dove gli artisti possono entrare in contatto con i propri supporter senza intermediari. Gli artisti indipendenti che vogliono lavorare direttamente con noi, prendono il 100% dei ricavi dalla loro musica. Tidal infatti paga il 75% delle royalty a tutti gli artisti, scrittori e produttori, non solo a chi si esibisce in prima persona. I ricchi diventano sempre più ricchi? Eccovi i valori azionari: YouTube 390 miliardi di $, Apple 760 miliardi di $, Spotify 8 miliardi di $ e Tidal 60 milioni di $. Mio cugino è appena partito per la Nigeria per scoprire nuovi talenti. Tidal è una compagnia globale. Tidal è per tutti. Le nostre azioni parleranno più delle semplici parole. Siamo umani (persino i Daft Punk haha) quindi non siamo perfetti, ma siamo determinati #TidalFacts.
Visto che Jay concludeva ogni tweet con l’hashtag #TidalFacts, su Twitter è nato un account ironico chiamato appunto @TidalFacts, dove si ironizza su questa vicenda con post di questo tipo:
Tidal è il 100mo problema di Jay Z. “Kiss Me Tru The Phone” di Soulja Boy è il brano più ascoltato al momento su Tidal. Rihanna ha scritto BBHMM riguardo Tidal.
Insomma, attualmente questo servizio è una situazione davvero complessa per Jay. Non sappiamo se effettivamente sia presto per farci un’idea o se davvero col tempo la situazione migliorerà. In ogni caso, ma chi glielo ha fatto fare?
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