venerdì 1 settembre 2017

SURFABLOG.COM INTERVISTA TATE KUERBIS, DESIGNER DELLA AIR JORDAN XXXII

Martedì scorso a Torino, in occasione del lancio della Air Jordan XXXII, ho avuto il piacere di conoscere ed intervistare Tate Kuerbis, il designer della scarpa. Tate lavora in Nike dal 1995, e in questa esperienza ventennale ha curato il design di prodotti del mondo del basket, dello snowboard, del tennis, dell’atletica, del football e del baseball. Dal 2013 è SR Footwear Designer di Jordan Brand, quindi vai su “Continua a Leggere” per vedere cosa ci siamo detti.


Quando hai iniziato a lavorare con Jordan Brand?
“Sono con Nike dal 1995, mentre con Jordan Brand ho iniziato agli inizi del 2000. Sono poi ritornato in Nike e successivamente in Jordan 4 anni fa”.

Hai lavorato in numerosi ambiti sportivi tra cui il tennis. Per quanto riguarda questa disciplina, quali sono i tuoi ricordi più belli?
“Ho tanti ricordi particolari. Ho creato prodotti per il mondo del tennis dal 2005 al 2010. Ho avuto il piacere di realizzare sneakers per Roger Federer, Rafael Nadal, Serena Williams e Maria Sharapova.”

Invece, nel mondo del basket hai dato vita ad altre sneakers oltre alla Air Jordan XXXII?
“Sì la AJ XVIII, la XIX e la XXXI”.

Cosa significa per te lavorare con alcuni tra gli atleti più importanti al mondo?
“Per me realizzare il design di una scarpa significa che questa deve essere bellissima, ma anche funzionale sul campo. Per riuscirci devi lavorare con gli atleti e segnare tutti i loro feedback da incorporare successivamente nella scarpa. Anche lavorare con Michael è pressoché simile: è un’atleta ed è un esperto di design. E’ una grande fonte di ispirazione e non me lo aspettavo. Mi sento davvero fortunato”.

Per te com’è lavorare con lui?
“E’ stupendo. Ogni volta che lo vedo e parliamo, ricordo che è il più grande giocatore di basket di tutti i tempi.. E’ Michael Jordan. Anche se non gioca più, è molto al passo e competitivo per quanto riguarda quello che vuole con Jordan Brand. Vuole che le sue scarpe da gioco siano le migliori sulla piazza, e ci spinge a dare il massimo. E’ una sensazione speciale”.

C’è un insegnamento che ti ha lasciato che non dimenticherai mai?
“Sono dei fatti personali tra me e lui. Quando trovo delle difficoltà nella realizzazione di un design, lui mi dà sempre dei consigli importanti. Quando mi trovo in situazioni complesse so che posso chiamarlo, e lui mi passa sempre dritte interessanti".

Quanto ci hai messo per creare la Air Jordan XXXII?
“18 mesi complessivi. Da quando ne ho iniziato a parlare con lui all’approvazione definitiva”.

Non pensavo fosse così coinvolto..
“La sua personalità lo spinge a curare i dettagli”.

In questo modello si notano molto i suoi gusti!
“Esatto. Se vedi c’è un richiamo all’Italia e alla sua passione per le vetture del vostro Paese”.

Hai sentito la pressione di realizzare una sneaker che fa parte di una storia così importante?
“Tutti i giorni. E’ un onore, ma significa anche passare intere notti sveglio. Il processo di realizzazione di un design non è immediato, ma ci vogliono giorni e giorni. E’ davvero complicato: si va avanti anni a fare sketch, si vola in Asia nelle fabbriche per fare i test, si fanno mille disegni, e in tutto ciò hai persone che ti pressano per concludere l’opera. La scarpa va modificata molte volte”.

Ascolti musica quando produci una sneaker?
“Sì, musica elettronica”.

La tua Air Jordan preferita?
“La 11 “Concord”. E’ la più iconica e quella di maggior successo. Amo anche la Air Jordan 1, che è una scarpa che può essere indossata tutti i giorni”.

Ringrazio Tate Kuerbis per la sua disponibilità e per le interessanti risposte, ed Elisa per l’opportunità.
Ps
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Per saperne di più sull’evento di lancio dell’Air Jordan XXXII clicca qui.
Per leggere l’intervista a David Creech, Vice President of Design di Jordan Brand clicca qui.
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