domenica 25 giugno 2017

SURFABLOG.COM INTERVISTA SCRATCHATOR: IL DJ DI BUSTA RHYMES

Stanotte all’Old Fashion di Milano, al party PRIME Culture, dove domenica scorsa erano presenti personaggi come Justin Bieber, Martin Garrix, Ian Connor, Virgil Abloh, Heron Preston e Machine Gun Kelly, suonerà Scratchator, il dj di Busta Rhymes. Per l’occasione, l’ho incontrato ieri notte per fargli qualche domanda. Vai su “Continua a Leggere” per la sua intervista.


Ciao Scratchator! Vedo che sei sempre in giro per il mondo! Qual è il club più figo dove sei stato?
“Ciao! E’ difficile dirti qual è stato il miglior club dove ho suonato, perché ce ne sono molti che sono fantastici. E’ difficile sceglierne solo uno.”

Immagino ma ce ne sarà uno che non dimenticherai mai..
“Ok allora ti dico il GOTHA Club a Cannes. Quando abbiamo suonato lì, ho visto ordinare il maggior numero di bottiglie di champagne in vita mia. Ricordo che quando ci siamo esibiti, era il compleanno di Busta Rhymes e quindi tutti gli volevano fare un regalo o offrirgli da bere. C’era un miliardario russo, di cui ora non ricordo il nome, che ha ordinato 200 bottiglie tra Ace of Spades e Don Perignon. Altri che gli offrivano 10.000 € di bottiglie di tequila. Insomma non ho mai visto niente di simile, tanto che molti andavano via con 4-5 Armand de Brignac a testa per continuare a bere in hotel.”

Wow! Il miglior Paese invece?
“E’ difficile da dire ma, personalmente è l’Italia. Ogni volta mi diverto qui, dalla gente ai club. Amo Miami, New York, Dubai, Londra, ma l’Italia è un posto speciale per me.”

Quante volte hai suonato qui da noi?
“Tantissime! Almeno 20 ed ogni volta che dagli States mi arriva una proposta da voi penso “Sì!” Sono grato di tornarci.”

Sei un membro del team Conglomerate. Come ne sei entrato a far parte?
“Sono parte di Conglomerate da quando si chiamava Flipmode. Lavoro con Busta Rhymes dal 1996, quando lui ha realizzato il suo primo disco da solista. Naturalmente tutti quelli che erano nella Flipmode, sono diventati della Conglomerate. Sono con loro dal giorno uno!”

Ho avuto il piacere di vedere Busta Rhymes in concerto a Roma ed è stato impressionante. Cosa significa per te essere il suo dj? Che rapporto avete?
“Essere il suo dj è un privilegio, perché significa lavorare con una leggenda dell’Hip-Hop e dell’industria musicale in generale. Per me è una benedizione. Eravamo amici già da prima del Rap, ci conosciamo da oltre 30 anni, quindi da prima che lui fosse Busta Rhymes. Per questo è facile per noi lavorare insieme: siamo cresciuti nella stessa zona, siamo come una famiglia.”

Qual è il tuo rapper preferito in assoluto?
“E’ Biggie Smalls. Lui è di Brooklyn ed io sono di Brooklyn. Amo Tupac, Jay Z, Nas, Wu-Tang, Busta ovviamente.. Tutti quelli real che sono originari di New York City.”

Chi sarà il prossimo grande nome?
“Penso Kendrick Lamar.”

Io lo vedo già come una leggenda..
“Sì vero.. Infatti aggiungo J. Cole. Tra i nuovi ti dico che già dall’inizio ero un grande fan dei Migos e sapevo che avrebbero fatto parlare a lungo di loro. Tutti i pezzi che sfornano sono delle bombe, ma ora è facile puntare su di loro”.

Qual è secondo te la hit dell’Estate?
“Per me è “Xo Tour Llif3” di Lil Uzi Vert. Aggiungo anche “Mask Off” di Future. Loro due spaccano, ma anche Busta Rhymes ha della roba inedita che è davvero esplosiva. Ha due nuovi video che quando usciranno manderanno a casa tutti haha. La sua nuova roba è davvero oltre e molti non possono competere con lui”.

In questi giorni ci ha lasciato Prodigy.. Lo conoscevi?
“Sì.. R.I.P. Prodigy. Ci siamo incontrati un paio di volte durante gli show. Faccio serate e lavoro nell’industria musicale da così tanto tempo che ho conosciuto tutti, ad eccezione di Tupac. Ho conosciuto Biggie ed ho fatto concerti con lui. La notizia di Prodigy mi ha intristito molto. E' brutto quando ci lascia una persona giovane ed io sono dell’idea che a 42 anni si è giovani. A quell’età si è vecchi solo per i bambini ed infatti per me essere anziano significa avere oltre 100 anni. Vedere che ci abbia lasciato così presto è davvero triste. Sapevo che era malato da tempo, per questo bisogna avere cura di se stessi, bisogna vivere al massimo ogni giorno. E’ quello che cerco di fare: stare in salute per sostenere me e la mia famiglia. Riposa in pace Prodigy. E’ una realtà con cui dobbiamo convivere”.

Dicevi che hai incontrato tutti da Eminem, a Dre, a Diddy, tranne ‘Pac. Che insegnamento ti hanno lasciato?
“Con ‘Pac non c’è stato modo perché in quel periodo ero da troppo poco tempo nella scena. La migliore esperienza che ho fatto conoscendo tutti questi personaggi leggendari è che in realtà sono e siamo tutti umani. Quando non li conosci di persona, ti fai una certa idea che può essere sbagliata. Quando poi ne entri in contatto e vedi che sono semplicemente come te, cambia la tua prospettiva. Il fatto che abbiano soldi e fama non li rende migliori di te, infatti non sono immortali e non vivranno per sempre: sanguinano, vivono e muoiono. Abbiamo perso grandi rapper tra cui Prodigy, ci hanno lasciato Prince e Michael Jackson, che erano considerati degli dei. La cosa più importante che ho imparato è che anche certe persone che ci sembrano irraggiungibili, sono degli uomini come noi e questo ti permette di diventare e di essere come loro, se solo si ragiona in un determinato modo. Se vuoi ottenere un risultato, basta concentrare la propria mente su quell’obiettivo e stai sicuro che lo avrai. Ho imparato che si può ottenere tutto ciò che si vuole, se si crede in se stessi”.

Ho visto sul tuo Instagram che ti piacciono le sneakers. Siccome nel mio blog tratto molto questo argomento volevo chiederti, sei un collezionista? Qual è il tuo modello preferito?
“Sì amo le sneakers! Le mie preferite sono le Jordan, anche perché faccio Jordan di cognome. Non ho parentele con Michael, o meglio non so se ci siano haha. In ogni caso adoro come calzano e rappresentano il mio stile. Non sono un collezionista, ma compro la scarpa che fa al caso mio. Non prendo tutte le Jordan che escono, ma quando vedo un modello bianco e nero, non riesco a resistere. Queste che indosso ora sono le “6 Rings”, che sono un mix di tutte le sneakesr che MJ ha messo quando ha vinto i sei anelli. Non sono un collezionista, ma ne ho molte. Indosso anche Nike, adidas ed altri brand. Infine quello che per me è fondamentale, visto che il lavoro da dj mi porta a stare in piedi molte ore, è che le scarpe siano comode.”

L’ultima domanda è una curiosità personale: Con Busta e Conglomerate avete lanciato O.T. Genasis! Ti aspettavi un boom del genere con “Coco”? Com'è nato quel progetto?
“Non ero lì quando è stata registrata, ma ero lì quando è stata fatta dal vivo le prime due volte. Quello è il test fondamentale per capire se hai in mano o no una hit. In studio, la gran parte dei rapper che incidono brani, pensano di aver sfornato la bomba. Ma solo quando vedi la reazione del pubblico ti rendi conto se lo è veramente. Quando O.T. Genasis faceva “Coco” le prime volte dal vivo, rimanevamo senza parole. E’ un brano davvero semplice, nel senso che tutti possono cantare “I’m in love with the coco” e così è stato. Poi lui dal vivo è sensazionale e ti cattura con la sua energia, per questo lo rispetto molto. Infine ti dico, OT Genasis è originario di Belize (Honduras) proprio come me e lì Coco significa vagina. Quindi può essere intesa anche come “I’m in love with the pussy”.

Ma dai non lo sapevo..
“Solo i Beliziani lo sanno haha! Probabilmente inizialmente era inteso in quel modo, ma poi il senso è stato cambiato, perché nel Rap Game gran parte degli MC vogliono dimostrare di avere affari illeciti. Questa è una mia semplice interpretazione!”

Ringrazio Dj Scratchator per delle risposte così interessanti ed Alessio & Paolo per la disponibilità!
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